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La vera Napoli dietro Loveandpizza.it


A volte mi chiedono se la Napoli di Loveandpizza.it sia inventata.

“Oh, no,” rispondo.. “La Napoli di questo romanzo è meravigliosamente, ostinatamente reale.”

Non ho dovuto inventare granché. Ho semplicemente messo sulla pagina una città che era già più folle, più rumorosa, più divertente, più bella e infinitamente più straordinaria di qualsiasi cosa avrei potuto immaginare da sola.

Prima di partire, però, lasciatemi dire che cosa non è questo post. Non è una pagina strappata da una guida turistica, e non è nemmeno un ordinato elenco dei “luoghi del libro”. Perché questi non sono semplicemente posti reali che per caso compaiono nel romanzo. Oh, no… sono luoghi in cui i miei ricordi di Napoli sono diventati i ricordi immaginari di Carolina. Ci ho vissuto vicino, li ho attraversati a piedi, ci ho studiato, mangiato, osservato e scritto… e poi, da qualche parte lungo il cammino, li ho consegnati a Carolina, Lisa, Luca e Fabrizio (che, a loro volta, sono un intreccio di persone che fanno parte della mia vita e persone che ho incontrato durante il mio anno a Napoli).

Quindi, vi porto a fare un giro tra alcuni dei luoghi reali intrecciati a Loveandpizza.it. Niente grandi spoiler 🤐; solo qualche briciola sulla mappa.

(Be’… forse una o due briciole a forma di bacio. Cosa?? Non penserete davvero che in una storia che si chiama Loveandpizza.it non ci siano baci?? Tsk, tsk, caro Lettore. 😌)

I Quartieri Spagnoli, dove tutto è cominciato

Il tipo di strade che nasconde cento piccole storie. (Foto dal mio archivio personale)

Le primissime pagine di Loveandpizza.it sono state scritte nel piccolo appartamento in cui vivevo, proprio nel cuore dei Quartieri Spagnoli. E devo dire che l’arrivo di Carolina non assomiglia affatto a un tranquillo ritiro di scrittura con vista sulle montagne e una candela costosissima accesa accanto al quaderno. Lei atterra nel bel mezzo di Napoli, in modo piuttosto traumatico.

Le voci viaggiavano da un balcone all’altro. Gli scooter si infilavano in strade troppo strette perché fosse anche solo concepibile farlo. Il bucato pendeva sopra le teste di tutti, la musica scappava dalle finestre aperte e intere conversazioni si svolgevano a tutto volume, da un piano all’altro.

I Quartieri non restavano educatamente fuori mentre scrivevo. Entravano dritti dentro, e le loro strade, i loro rumori, le loro famiglie e gli angoli nascosti sono diventati parte del cuore stesso della storia. È anche l’angolo di Napoli più strettamente legato al mondo di Carolina, Lisa e Fabrizio.

Ma questo quartiere merita molto più di una sola sezione. Quindi, subito dopo, daremo ai Quartieri Spagnoli tutta l’attenzione che meritano.


Via Nazario Sauro: scrivere accanto al mare

Non restavo sempre chiusa in appartamento. Alcuni giorni prendevo il mio quaderno, scendevo verso il lungomare e mi sistemavo vicino a un piccolo chiosco in Via Nazario Sauro, a scrivere con tutto il Golfo di Napoli davanti a me: il Vesuvio che osservava dall’altra parte dell’acqua, la città che continuava a ronzare alle mie spalle e, il più delle volte, una birra fredda e qualcosa di salato a portata di mano (adoravo i minuscoli salatini che servivano con la birra 😋).

Uno dei miei posti preferiti per scrivere, prima di consegnarlo a Carolina. (Foto dal mio archivio personale. La ragazza nella foto è mia sorellina,
la mia ispirazione per Carolina.)

È diventato uno dei miei posti preferiti al mondo per sedermi, fissare il mare e scomparire dentro la storia. Così, anni dopo, ho regalato proprio quell’angolo a Carolina.

Piccolo spoiler a forma di bacio in arrivo. Anche se, a essere sinceri, questo è Loveandpizza.it. Lo sapevate che ci sarebbero stati dei baci, no?

È anche il posto in cui Carolina dà il suo primo bacio a Fabrizio. 😍

Ed è una delle cose che amo di più dello scrivere narrativa: un luogo può appartenere prima a te, custodire i tuoi pomeriggi qualunque e la persona che eri allora, e poi tu ci ambienti una storia e, improvvisamente, comincia a custodire anche i ricordi di qualcun altro.


7 Soldi: la vera pizzeria dietro la storia

Fermiamoci un attimo per una pizza. Siamo a Napoli, dopotutto. 🍕

A traditional Neapolitan Margherita pizza at 7 Soldi pizzeria in Naples
Una vera Margherita da 7 Soldi a Napoli, la pizzeria che frequentavo davvero e che, sì, riesce a intrufolarsi anche nel romanzo. Alcuni posti sono troppo belli per non prenderli in prestito. (Foto dal mio archivio personale)

La pizzeria di Loveandpizza.it è stata ispirata da 7 Soldi, una vera pizzeria dei Quartieri Spagnoli, dove ho mangiato quella che ancora oggi ricordo come una delle migliori Margherite della mia vita. Ci torno ogni volta che sono a Napoli. Quel posto è rimasto incastrato nella mia immaginazione molto dopo l’ultimo boccone e, alla fine, si è fatto strada dentro il romanzo.

La pizzeria è reale. Quello che succede al suo interno, invece, appartiene decisamente alla storia… e lì dentro succedono parecchie cose. 🤫

Nel libro, diventa uno di quei luoghi a cui la storia continua a tornare: un punto d’incontro, un rifugio e lo sfondo di diversi momenti che non ho assolutamente intenzione di spiegarvi qui. (Guardatemi… Sto dimostrando autocontrollo. Sto crescendo come persona. 😇) C’è qualcosa in una vera pizzeria napoletana, il calore, il rumore, il continuo via vai, tutti che si fanno gli affari di tutti, che dà a una scena esattamente quella vicinanza e quella pressione di cui una storia d’amore ha bisogno. Così ho preso in prestito tutto quanto.


Scaturchio: dove io studiavo italiano e Carolina… no

In Piazza San Domenico Maggiore trovate Scaturchio, una pasticceria storica che impreziosisce la piazza da ben più di un secolo, famosa per dolci classici napoletani come sfogliatelle e babà.

Io cercavo di capire i verbi italiani. Carolina aveva altre distrazioni. (Foto dal mio archivio personale)
La nostra Carolina (ovvero mia sorellina) davanti a Scaturchio. (Foto dal mio archivio personale)

È anche il posto in cui mi sedevo a studiare italiano. O almeno ci provavo. C’erano un caffè, qualcosa di dolce e una pagina di coniugazioni verbali pronta ad aspettarmi per distruggere la mia autostima, mentre intorno a me tutta la piazza metteva in scena il suo spettacolo quotidiano. A dire il vero, lì non studiavo mai soltanto la lingua; studiavo Napoli: il modo in cui le persone si salutavano, quanto a lungo si riusciva a far durare un solo caffè, come un normalissimo pomeriggio riuscisse in qualche modo a trasformarsi in uno spettacolo.

Carolina ricorda Scaturchio in modo piuttosto diverso.

Perché Scaturchio è anche il posto in cui Luca la bacia per la prima volta. Di nascosto.

Quindi, a quanto pare, io stavo lì a lottare con la grammatica italiana… mentre Carolina riceveva una lezione decisamente più interessante. 😳


Via Toledo, Piazza Dante and Gesù Nuovo: trovare la sua strada

Quando Carolina arriva, Napoli non è ancora sua. È troppo rumorosa, troppo affollata, troppo imprevedibile. Le strade hanno una logica tutta loro, e anche le persone.

Poi comincia a camminare. Dal Vomero scende verso Piazza Dante, percorre Via Toledo ed entra nel centro storico. Queste strade per me erano importanti perché mi permettevano di mostrare il suo rapporto con la città mentre cambiava, poco a poco: all’inizio cerca semplicemente di non perdersi; poi guarda; poi comincia a notare; e alla fine, pian piano, sente di appartenere a quel posto.

Piazza del Gesù Nuovo (la chiesa è sulla sinistra). Foto dal mio archivio personale

Anche la Chiesa del Gesù Nuovo, con la sua straordinaria facciata di pietra bugnata, compare durante le prime esplorazioni di Carolina e Lisa. La chiesa è legata a San Giuseppe Moscati, medico e santo napoletano, la cui storia finisce per entrare nella loro conversazione. Ed è da Piazza del Gesù Nuovo che comincia la famosa Spaccanapoli: quella lunga strada perfettamente diritta che taglia in due la città antica come un coltello dentro una sfogliatella ancora calda.

E da qualche parte in quel groviglio di strade antiche, in una delle chiese del centro storico, Carolina vive un incontro straordinario tutto suo. Ma quella è una storia che appartiene al libro.

Dove Carolina incontra Lucia. E non dirò altro. 🤐 (Le foto del collage sono del mio archivio personale.)

Non ho mai voluto che Carolina si innamorasse di Napoli all’istante. Sarebbe stato troppo facile, e per niente credibile dopo le sue prime impressioni. Aveva bisogno di scoprire la città a pezzi: una piazza, una chiesa, una strada, una storia, una persona. Napoli non è particolarmente interessata a fare una buona prima impressione. A volte ti fa lavorare per conquistarti la relazione.


Vomero and Castel Sant’Elmo: Napoli dall’alto

All’inizio della storia, Carolina e Lisa prendono la funicolare fino al Vomero e camminano verso Castel Sant’Elmo, la grande fortezza sulla collina famosa per la vista spettacolare sulla città e sul golfo. E poco prima di arrivare, Carolina mangia la sua prima vera Margherita napoletana: una relazione che, sono felice di riferire, comincia in modo decisamente più semplice del suo rapporto con Napoli.

The view over Naples from Castel Sant'Elmo, with Spaccanapoli cutting through the old city and Mount Vesuvius in the distance
Napoli dalla cima di Castel Sant’Elmo: si vede Spaccanapoli tagliare dritta attraverso la città antica e il Vesuvio che veglia su tutto. È questo il momento in cui Napoli comincia a farsi strada oltre le difese di Carolina. (Foto dal mio archivio personale)

Poi tutta la città si apre sotto di lei. Da lassù, Napoli sembra quasi tranquilla: le strade fitte che precipitano verso il mare, il golfo che cattura la luce e il Vesuvio che si alza in lontananza.

Per Carolina, però, quella vista non è soltanto bellissima. Il Vesuvio la affascina, e la inquieta. Non riesce proprio a capire come le persone possano continuare con la loro vita quotidiana sotto un vulcano come se fosse la cosa più normale del mondo. (Nel frattempo, i napoletani probabilmente si chiedono perché questa ragazza continui a fissarlo.)

Quel momento mi ha permesso di mostrare due cose contemporaneamente: Carolina che comincia a cadere sotto l’incantesimo della città, pur continuando ad averne un po’ paura. Il che, ora che ci penso, descrive piuttosto bene anche diverse delle sue relazioni.


Castel dell’Ovo: il castello protetto da un uovo

Giù, vicino al mare, sorge Castel dell’Ovo.

Castel dell'Ovo across the Bay of Naples, with a small statue of the Madonna standing on white rocks in the foreground
Un uovo incantato nelle fondamenta, una Madonna sugli scogli e un vulcano nella foschia. Napoli non fa mai le cose a metà. (Foto dal mio archivio personale)

Napoli avrebbe potuto, naturalmente, dargli il nome di un re, di una battaglia o di qualche grandiosa vittoria militare. E invece… un uovo. E ovviamente c’è una leggenda.

Una delle leggende racconta che il poeta romano Virgilio, autore dell’Eneide, nascose un uovo incantato nelle fondamenta del castello. Finché l’uovo resta intatto, l’intera struttura rimarrà in piedi e Napoli sarà al sicuro. Se mai dovesse rompersi, arriverà la catastrofe. Che, se chiedete a me, sembra un sistema di protezione civile assolutamente ragionevole.

Il castello si protende sull’acqua, con il golfo tutt’intorno e il Vesuvio sullo sfondo: uno di quei posti in cui Napoli sembra essersi sistemata apposta per ottenere il massimo effetto drammatico. Appartiene a Loveandpizza.it perché è impossibile separarlo dal paesaggio emotivo della città. Napoli è piena di storia, sì, ma è altrettanto piena di storie. Santi, poeti, catacombe, fantasmi, miracoli, superstizioni e uova magiche convivono tranquillamente con il traffico, e nessuno trova questa combinazione minimamente strana.

È parte dell’incantesimo della città.


Marechiaro: poesia, passione e una notte indimenticabile

E poi c’è Marechiaro.

The seaside village of Marechiaro in Posillipo, with fishing boats, old buildings above the water and Mount Vesuvius across the bay
Marechiaro – barche da pesca, aria di mare e il Vesuvio che osserva dall’altra parte del golfo. È facile capire perché qui qualcuno possa lasciarsi trasportare. 😳 (Foto da Canva, by Laura di Biase)

Marechiaro è un minuscolo angolo sul mare nel quartiere di Posillipo, fatto di barche da pesca e aria salmastra, e ospita una famosa finestrella, la fenestrella, immortalata nella canzone napoletana “Marechiare”, nata dai versi del poeta Salvatore Di Giacomo. In Loveandpizza.it, però, custodisce una storia tutta sua.

E questa è la vera fenestrella: la piccola finestra della poesia di Di Giacomo, con il garofano rosso sul davanzale, proprio come lui la descrisse. (Foto scattata da me, in una Napoli decisamente grigia.)

Fa da sfondo a una delle sequenze più romantiche, e decisamente meno innocenti, dell’intero romanzo. Non vi dirò chi c’è, che cosa viene detto o cosa cambia dopo. Ma vi dirò che ci sono una corsa in macchina attraverso Napoli, una Margherita appena sfornata e “Gli Innamorati” di Umberto Tozzi… e, be’. Diciamo soltanto che la pizza non è l’unica cosa a scaldarsi. 😳

(Quella canzone ricompare anche nella playlist di Loveandpizza.it. Ma ora mi comporto bene e torniamo a Marechiaro.)


La città ha fatto metà del lavoro

Ripensandoci, mi rendo conto che Napoli non ha semplicemente dato a Loveandpizza.it un’ambientazione. Ha dato alla storia i suoi percorsi, i suoi sapori, le sue contraddizioni, insomma, tutta la sua geografia emotiva.

Ho dato a Carolina i luoghi in cui avevo studiato, scritto, vagato e mangiato. Lei li ha riempiti con le sue prime impressioni, le amicizie, gli errori, i baci e le scoperte. E adesso i ricordi si sono aggrovigliati per sempre: Scaturchio appartiene alla versione di me china su un giornale italiano e un dizionario, e appartiene anche a Carolina e Luca. Via Nazario Sauro appartiene a me, al mio quaderno e a quella vista sul Vesuvio, e appartiene anche a Carolina e Fabrizio.

I Quartieri Spagnoli mi hanno dato un posto in cui vivere; più tardi, hanno dato alla storia il suo cuore.

È per questo che questo non potrebbe mai essere una normale guida di Napoli. Non volevo darvi un elenco di puntini su una mappa. Volevo mettervi tra le mani, e imprimervi nel cuore, la mappa di come una città reale sia diventata parte di una vita immaginaria.

E la verità è che Napoli ha fatto metà del lavoro al posto mio. Io dovevo soltanto prestare attenzione.


Volete esplorarla anche voi?

Se tutto questo vi ha fatto venire voglia di prendere il passaporto (e non vi biasimo nemmeno un po’), ecco i luoghi reali: quelli che compaiono nel libro, più qualche altro angolo di questo mondo che merita davvero una visita:


Prossima tappa: dentro i Quartieri Spagnoli

Poi entriamo dritti nell’angolo più rumoroso e meravigliosamente vivo dell’intera città: i Quartieri Spagnoli, il quartiere che Carolina finirà per chiamare casa. Quelle stradine ripide meritano più che abbondantemente un post tutto loro… e chissà cosa potrebbe aspettarci dietro l’angolo. Fede, marachelle, un’edicola votiva, uno scooter impazzito e l’eterna verità napoletana che l’amore, proprio come la pizza, offre decisamente troppe possibilità. 😉

Ma prima di andare, ditemi:

Siete mai stati a Napoli, oppure è ancora nella vostra lista dei posti da visitare? E qual è quel luogo, in qualunque parte del mondo, che custodisce per voi sia un ricordo reale sia una storia? 👇

Dani. x

P.S. Loveandpizza.it sta tornando in inglese, italiano e portoghese. Salva la tua fetta e sarai tra i primi a sapere quando la tua edizione sarà pronta. 🍕

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