La parte più difficile di scrivere una storia d’amore
(Giorno 23 di 31 – briciole di storia dal mondo di Loveandpizza.it 🍕)
Questo articolo è stato pubblicato originariamente all’inizio del mio viaggio di 31 giorni nel mondo di Loveandpizza.it. Ora puoi esplorare qui la serie completa in italiano, una briciola di storia alla volta. 🍕
Si potrebbe pensare che la parte più difficile di scrivere una storia d’amore sia proprio l’amore.
I baci, il desiderio, il “si metteranno insieme oppure no?”. Far attraversare una stanza a due persone e portarle l’una nell’orbita dell’altra senza che sembri un manuale di istruzioni. E sì, è difficile. Scrivere una storia d’amore è tecnicamente complicato: basta una frase sbagliata e tutto si trasforma in una montagna di formaggio. 🫠
Ma scrivere la storia d’amore di Loveandpizza.it non è stata la parte più difficile. Non per me.
La parte di cui non ho mai veramente scritto
Loveandpizza.it doveva concludere il suo viaggio come tesi del mio master e io la stavo terminando all’inizio del 2013.
Quel febbraio, poche settimane prima della consegna, mia madre è morta. All’improvviso, senza alcun preavviso, dall’altra parte dell’oceano. Viveva in Brasile e si stava preparando a volare in Galles per la prima volta, per vedermi laurearmi a luglio. Quel viaggio non l’ha mai fatto.

Ancora oggi non ho le parole per descrivere quello che mi ha fatto.
La tesi andava consegnata a marzo. Non ce la facevo. Ho chiesto più tempo, me l’hanno concesso e ho finito il lavoro in una nebbia che non riesco ancora a descrivere del tutto: cercando di scrivere di una giovane donna che si innamorava in una città piena di sole mentre il pavimento era crollato sotto la mia stessa vita. Scrivere qualcosa di pieno di speranza mentre ti senti completamente schiacciata è un compito strano, che ti svuota. L’ho fatto, ma l’ho fatto come se fossi un’altra persona. Come qualcuno che si muove sott’acqua.
Quindi, quando qualcuno mi chiede quale sia stata la parte più difficile nello scrivere questa storia d’amore, questa è la risposta sincera. Non era la storia romantica sulla pagina. Era riuscire a restare in piedi abbastanza a lungo da finirla.
E poi, un voto
Ecco la ferita più piccola, anche se per anni è rimasta aggrovigliata a quella più grande.
Quando la tesi è stata valutata, ho preso un Pass. Non una Distinction. Non un “terremo d’occhio la tua carriera”. Un Pass: il garbato, insignificante “grazie e buonanotte” dei voti.
Nello stato mentale in cui mi trovavo, quella piccola parola ha fatto più danni di quanto avrebbe dovuto. Ho messo via il libro e ho accettato in silenzio il verdetto: bel tentativo. Niente di speciale. Quell’anno era più facile crederci che trovare la forza per combattere per qualcosa. (Ora sono assolutamente in pace con quel voto. Voglio dire, completare un master in una lingua che non è la mia? Brava me! 😌)
Ecco quello che so adesso e che allora non riuscivo a vedere. Quel voto era una valutazione accademica del lavoro che avevano davanti, misurato secondo i requisiti del corso. Non avrebbe mai dovuto decidere se la storia avesse valore, se io avessi talento o se il libro meritasse una vita oltre la tesi.
Ma in quel momento il dolore aveva confuso tutto. Ho preso un risultato accademico perfettamente normale e l’ho trasformato in un verdetto sulla storia e, se devo essere sincera, su me stessa. Gli esaminatori non l’avevano fatto. L’avevo fatto io.
Mi ci sono voluti anni per capire che un Pass non era la fine di Loveandpizza.it. Era semplicemente la fine di una versione del suo viaggio.
Perché sta tornando
Perché la storia e i personaggi non volevano lasciarmi in pace! 😅 È questo il problema delle storie che sono davvero tue: puoi chiuderle in un cassetto e andare avanti cercando di essere una persona sensata, ma loro aspettano. Si annaffiano da sole. Bussano al vetro a ore improbabili.
Alla fine ho smesso di discutere. Ho tirato fuori il manoscritto dal cassetto, l’ho guardato di nuovo e ho deciso di dargli una vita oltre la tesi. Nel 2016 ho finalmente pubblicato Loveandpizza.it per la prima volta.
Ma pubblicare una storia non significa necessariamente aver finito con lei.
A un decennio da quella prima pubblicazione, riesco a vedere il libro con maggiore chiarezza. Riesco a vedere ciò che era già bello, vero e mio e riesco anche a vedere i punti in cui merita un po’ più di cura: gli errori grammaticali e i refusi che non avevo notato la prima volta, le frasi che oggi posso rendere più forti e la storia che finalmente sono pronta a portare in altre due lingue.
Così, nel 2026, Loveandpizza.it sta tornando. Con una nuova copertina, un’edizione inglese rivista con cura e nuovissime versioni in italiano e portoghese.
Il Pass è ancora un Pass, ma semplicemente non ha più diritto di voto. 😉
La dedica
Ci sono due righe all’inizio del libro. C’erano nel 2016 e ci saranno in ogni nuova edizione, in ogni lingua.
~ Per mia madre ~
Ti amerò per sempre.

Lei si stava preparando ad attraversare il mondo per vedermi attraversare un palco. Non ha mai potuto farlo. Ma il libro di cui era così orgogliosa, quello che per poco non ho lasciato che una sola parola mi convincesse ad abbandonare, sta per viaggiare più lontano di quanto avrebbe mai fatto quel biglietto aereo. Sta per uscire nel mondo con il suo nome nelle prime pagine.
Questa è stata la parte più difficile e, in qualche modo, anche la ragione di tutto.
Ora tocca a voi: oggi ho condiviso un po’ più del solito, quindi niente domanda ingegnosa. Solo questa: se portate qualcuno con voi nelle cose che create, ditemi chi è. Sarebbe un onore conoscere il suo nome. 👇
Dani. x
Se sei nuovo nel mondo di Loveandpizza.it, comincia da qui: https://danielapescuma.com/loveandpizza/
P.S. Loveandpizza.it sta tornando in inglese, italiano e portoghese. Prenota la tua fetta qui e ti terrò al corrente di tutte le novità sulla tua edizione. 🍕
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