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Dieci minuti con Fabrizio


Sarò sincera: pensavo che questa intervista sarebbe stata un’impresa.

Fabrizio è quello silenzioso; quello che resta un po’ in disparte e osserva. Così mi sono seduta preparandomi a risposte di una sola parola e a una gran quantità di silenzi molto eloquenti.

Lettore, mi sbagliavo. Basta portare Fabrizio sull’argomento giusto e l’uomo silenzioso, a quanto pare, ha parecchio da dire: con attenzione, calore e un umorismo sottile che ti coglie di sorpresa quando meno te lo aspetti. È riservato, sì. Ma è anche, a quanto pare, esattamente il tipo di uomo con cui potresti stare seduta a un tavolo per un’ora senza pensare neanche una volta di controllare il telefono.

Un paio di carte se le è tenute ben strette al petto; quelle importanti, naturalmente. Ma su ognuna di loro è stato un perfetto gentiluomo.

Io: Napoli, in tre parole.

Fabrizio: [ci pensa seriamente] Rumorosa. Antica. Viva. Anche se Napoli ti direbbe che tre parole non sono neanche lontanamente sufficienti; e Napoli avrebbe ragione.

Tre millenni di persone, proprio sotto i tuoi piedi. Napoli, sotto la superficie, dove Fabrizio si sente più a casa. (Foto: Napoli Sotterranea, dal mio archivio personale)

Io: “Antica”… è l’archeologo che c’è in te a parlare?

Fabrizio: [sorride] Colpevole. Ho studiato Archeologia. Passa qualche anno a imparare a leggere ciò che è sepolto sotto i tuoi piedi e non camminerai mai più per una città nello stesso modo. Napoli ha tremila anni di persone che si sono amate, hanno litigato e costruito, le une sopra le altre. A dire il vero, trovo che sia rassicurante. Non sei mai la prima persona a provare quello che stai provando.

Io: È un pensiero piuttosto profondo per un martedì.

Fabrizio: [ride] Sei stata tu a chiedere.

Io: Qual è la prima cosa che noti in una persona?

Fabrizio: Di solito, proprio quella che spera che io non noti. Non perché voglia coglierla in fallo. È solo che le persone sono molto più interessanti della versione di sé che mostrano per prima. Il trucco è non dirglielo. Tende ad allarmarle.

Io: Come prendi il caffè?

Fabrizio: Espresso. In piedi al banco, trenta secondi, come dovrebbe essere bevuto. Diffido un po’ di chiunque abbia bisogno di una sedia comoda per godersi un caffè. [pausa] Presenti esclusi, ovviamente.

Io: …Liscio. Va bene, devo chiedertelo. Gira una voce, e sono quasi certa che sia stata Carolina a metterla in giro, secondo cui potresti essere, ehm… [abbasso la voce] collegato. Camorra. Vuoi commentare?

Fabrizio: [sinceramente divertito] Ah. Quindi te l’ha raccontato. [ride piano] Una volta aveva tutta una teoria su di me, la nostra Carolina. Anche piuttosto elaborata. Ora, se poi avesse ragione o fosse completamente fuori strada… [un piccolo sorriso] questa è una delle tante cose che dovrai leggere il libro per scoprire. Non mi lascio sfuggire niente.

A man drinking an espresso standing at a traditional Neapolitan coffee bar, watching the street
Fabrizio mentre fa tre delle sue cose preferite contemporaneamente: bere un buon caffè, senza tante cerimonie, e guardare il mondo che passa.
(Scena immaginata da me e creata con Canva AI 🤖)

Io: Prima hai parlato della pizza con un certo affetto. C’è una storia dietro?

Fabrizio: [una pausa; poi, con calore] Forse. Ma adesso stai pescando informazioni, e non sono così facile. Alcune cose è meglio leggerle che raccontarle.

Io: Sei un romantico, Fabrizio?

Fabrizio: [ci pensa più a lungo delle altre volte] Credo… di essere uno che presta attenzione. Noto le piccole cose: cosa fa illuminare il viso di una persona, quella cosa che ha detto di volere tre settimane fa e che pensa tu abbia dimenticato. E poi cerco di farla accadere. Non è mai stato importante quanto spendi o quanto grandioso riesci a far sembrare un gesto. Conta se stavi davvero ascoltando. [piano] Anch’io mi sono già visto restituire il cuore. Ti insegna a pensarlo davvero, quando lo dici.

Io: E Carolina? Cosa pensi di lei?

Fabrizio: [sorride] Ah. Questa è l’unica domanda a cui non risponderò; e sospetto che tu lo sapessi già prima ancora di farla. Alcune cose appartengono al libro, non a un’intervista sul blog. Chiedimelo di nuovo quando l’avranno letto tutti.

Io: È la cosa più lunga che qualcuno abbia mai detto senza dire niente.

Fabrizio: [con leggerezza] Allora ho detto esattamente quanto bastava.

E questo era Fabrizio: riflessivo, divertente, intelligente in un modo che non ti aspetti e molto, molto più affettuoso di quanto “quello silenzioso” lasci mai intuire. Ha risposto praticamente a tutto… e l’unica cosa a cui non ha voluto rispondere, l’ha evitata con tanta grazia che quasi non mi sono accorta che l’avesse fatto. Quasi.

Adesso capisco tutto questo entusiasmo.

Bene, questo è il cast principale. Avete conosciuto Carolina e la sua armatura di carta, Lisa e la sua sincerità senza filtri, Luca e le sue grandiose certezze, e ora Fabrizio e le sue acque profonde. Quattro persone, una città e una storia che non vedo l’ora che leggiate.

E a proposito della città: da qui in poi, usciamo dalle interviste ed entriamo nel mondo in cui vivono tutti loro. Napoli stessa. Le strade vere, i luoghi reali che sono finiti nel libro e il motivo per cui questo angolo d’Italia meravigliosamente rumoroso, caotico e bellissimo ha rubato il mio cuore (e quello di Carolina). Andiamo. 🇮🇹

Ma prima, la domanda importante. Ditemi: Fabrizio è tutto quello che speravate, o state ancora aspettando Luca? Nei commenti gli animi si stanno scaldando, and honestly, I’m here for it. 👇

Dani. x

P.S. Loveandpizza.it sta tornando in inglese, italiano e portoghese. Salva la tua fetta e sarai tra i primi a sapere quando la tua edizione sarà pronta. 🍕

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