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Napoli ti nutre, ti ama. Mangia!


Questo libro si chiama Loveandpizza.it, quindi sarebbe davvero scortese non parlare del cibo.

Ma ecco il punto quando si parla di mangiare a Napoli: in realtà, non si tratta affatto soltanto di cibo. Aggiungete alla ricetta amore, discussioni, identità e qualcosa di molto simile alla religione. Ecco come si fa per bene.

La pizza, e come mangiarla come si deve

Daniela Pescuma eating a slice of pizza at an outdoor table in Naples in 2008
Io, Napoli, 2008, mentre dimostro la tecnica corretta. Piano piano. Occhi chiusi. Nient’altro esiste al mondo. 😌🍕 (Foto dal mio archivio personale)

Una vera pizza napoletana è morbida, con il cornicione leggermente bruciacchiato, un po’ cedevole al centro, e va mangiata con rispetto. Non si va di fretta. Si mangia piano piano, assaporando ogni boccone, perché una pizza così buona merita tutta la vostra attenzione.

E ricordate questo: la pizza che state mangiando non è soltanto il vostro pranzo o la vostra cena. Una Margherita parla di identità. Ha una storia d’origine che coinvolge una regina e una patriottica bandiera fatta di pomodoro, mozzarella e basilico. Persino l’impasto è protetto da regole.

E poi c’è l’UNESCO, anche se non nel modo in cui molti pensano. Sentirete spesso dire che la pizza napoletana è “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”. Non è così. Ciò che l’UNESCO ha riconosciuto, nel 2017, è l’Art of the Neapolitan Pizzaiuolo, quindi non la pizza in sé, ma il mestiere e la tradizione delle persone che la preparano. Il movimento dell’impasto. Il forno a legna. Il maestro nella sua bottega, con un apprendista che osserva le sue mani e impara nel modo in cui si è sempre imparato. Quando l’UNESCO riconobbe questa tradizione nel 2017, circa tremila pizzaiuoli vivevano e lavoravano in città, tramandando quest’arte.

Vedete? Persino l’UNESCO è d’accordo con me. In fondo, non si trattava del cibo, ma delle persone.

(C’è un personaggio nel libro che potrebbe parlare di questo per un’ora. Non dirò chi, ma se avete letto i post precedenti, lo sapete. 😌)

Il caffè, in piedi, in trenta secondi

Espresso. Al banco. Bevuto in tre sorsi, in piedi. Niente tazze enormi, niente poltrone, niente sciroppi, niente nomi urlati da una parte all’altra della stanza.

E si scopre che c’è una ragione molto pratica per tutta questa faccenda dello stare in piedi: in un bar italiano, al banco è il modo più economico di bere il caffè. Sedetevi a un tavolino e spesso pagherete di più per il privilegio. Quindi l’intero rituale è in parte tradizione e in parte buon senso: entri, un caffè, trenta secondi, esci e torni alla tua giornata.

A cappuccino in a Neapolitan espresso cup beside a cornetto filled with Nutella
Un cappuccino e un cornetto alla Nutella. Questa è colazione, quindi il cappuccino è perfettamente legale. 😌 (Foto dal mio archivio personale)

Poi c’è la regola del cappuccino. L’avrete sentita: mai dopo le undici del mattino.

Ed ecco la verità, che mi piace ancora di più. Non c’è nessuna regola. Non c’è nessuna legge. Nessuno vi arresterà. Ma il cappuccino è fatto soprattutto di latte, e il latte è praticamente un piccolo pasto, quindi per un napoletano appartiene alla colazione. Punto. Inoltre, si ritiene che bere latte dopo un pasto possa disturbare la digestione.

Provate a farlo a Napoli e molto probabilmente riceverete lo sguardo. 😒

(Carolina ne ordina comunque uno, sempre negli orari sbagliati. Le piace vivere pericolosamente.)

La sfogliatella e le cose dolci

Una sfogliatella è un piccolo guscio di pasta croccante e friabile, ripieno di ricotta dolce, ancora caldo di forno, che si sbriciola gloriosamente su tutti i vostri vestiti.

Solo che ce ne sono due, ed è qui che Napoli diventa pericolosa. C’è la riccia, quella famosa, con tutti quegli strati sottilissimi aperti a ventaglio come una conchiglia: croccante, disordinata, praticamente un evento. E poi c’è la frolla: lo stesso ripieno dolce di ricotta, ma avvolto in una morbida pasta frolla. Rotonda, delicata, niente schegge.

Chiedete a un napoletano quale sia la vera sfogliatella e mettetevi comodi, perché resterete lì per un bel po’. Io non scelgo da che parte stare. Vorrei poter tornare in città. 😅 Vi va di provarne una? Allora il posto da non perdere è La Sfogliatella Mary.

Ordinatene una. Ordinatene due. E se avete ancora spazio, provate un babà, una piccola nuvola di pasta imbevuta di rum così amata che “sì nu babà” è un complimento napoletano: sei un babà. Sei dolce.

Nota dell’autrice: nel caso di Carolina, il cioccolato è praticamente un gruppo alimentare a sé, come ormai sapete, quindi lei probabilmente sceglierebbe il suo ripieno di cioccolato. Ma questo resta tra lei e la sua coscienza.

E il gelato. Ovviamente, il gelato.

Non potevo certo lasciarlo fuori.

A cone of dark chocolate gelato held up in a sunny Naples street
Cioccolato. Ovviamente cioccolato. Carolina approverebbe e Lisa alzerebbe gli occhi al cielo. (Fantasia Gelati, Napoli – Foto dal mio archivio personale)

Il gelato non è semplicemente ice cream, qualunque cosa cerchi di dirvi il reparto surgelati. Ha meno panna, meno aria e viene servito a una temperatura più alta e con una consistenza più morbida, così il sapore vi arriva davvero invece di intorpidirvi la lingua. È più denso, più vellutato e sa davvero della cosa che dice di essere.

Si mangia camminando. Questa è la regola, ed è la migliore regola che abbia l’Italia. Cono in mano, a passeggio senza una destinazione precisa, chiacchierando di sciocchezze con qualcuno che vi piace e sperando di riuscire a camminare più velocemente delle gocce che colano con il caldo. (Non ci riuscirete. Nessuno ci riesce. Fa parte dell’esperienza.)

Carolina, essendo Carolina, sceglie cioccolato. Ogni volta. Vorrebbe fosse messo agli atti che considera questa una decisione perfettamente equilibrata, presa dopo un’attenta riflessione, mentre Lisa vorrebbe fosse messo agli atti che Carolina non ha mai preso in considerazione un altro gusto in tutta la sua vita. Queste due… 🙄

La gentilezza che non si vede

Ed eccoci alla mia cosa napoletana preferita in assoluto: il caffè sospeso.

Entrate in un bar. Ordinate un caffè. Ne pagate due. Il secondo resta lì, già pagato, in attesa e, più tardi, qualcuno che non può permettersene uno entra e chiede se c’è un sospeso.

E c’è.

Non saprete mai per chi avete pagato. Quella persona non saprà mai chi ha pagato. Napoli ha inventato tutto questo. Se volete capire questa città attraverso un solo gesto, è questo.

Il vero segreto

Ecco la cosa che nessuno vi dice: a Napoli, darti da mangiare è un modo di volerti bene.

A homemade pasta lunch with ragù, red wine and prosciutto on a family table in Naples
Ecco che aspetto ha l’amore a Napoli. Pasta fresca, i bicchieri buoni e qualcuno dall’altra parte del tavolo assolutamente deciso ad assicurarsi che tu ne mangi ancora. (Foto dal mio archivio personale)

Lasciate che ve lo dimostri.

Quando vivevo lì, insegnavo inglese a un’intera famiglia. Andare a casa loro per le lezioni era come andare dalla nonna la domenica. Ovviamente non sono più miei studenti. Sono diventati qualcosa di ancora meglio: miei amici.

È successo tanti anni fa. Ogni volta che torno a Napoli, ogni singola volta, vado a casa loro e la mamma mi prepara il pranzo. Non un pranzetto. Un pranzo napoletano. E io mi siedo a quella tavola, vengo nutrita, coccolata, interrogata, nutrita ancora un po’, e ricevo di nuovo tutto quell’abbraccio da nonna, ogni volta, come se non fossi mai andata via.

Potreste chiamarla ospitalità. Io la chiamo amore servito a tavola, con decisamente troppo cibo sopra. Proprio come noi brasiliani! 🥰

Sedetevi a una tavola napoletana e vi daranno da mangiare finché non implorerete pietà! 😅 In fondo, questo è il cuore di tutto il libro. Carolina arriva corazzata, prudente e assolutamente convinta di non aver bisogno di nessuno. E Napoli la fa sedere, le mette un piatto davanti e dice: Mangia“.

Buona fortuna a restare sulla difensiva dopo questo.

Quindi, domanda importantissima: pizza o pasta? E qual è quel piatto che, al primo boccone, sa immediatamente di casa? 👇

Dani. x

P.S. Loveandpizza.it sta tornando in inglese, italiano e portoghese. Salva la tua fetta e sarai tra i primi a sapere quando la tua edizione sarà pronta. 🍕

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