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Cosa mi ha insegnato questo romanzo sullo storytelling


Ogni romanzo insegna qualcosa a chi lo scrive, che lo scrittore abbia chiesto quella lezione oppure no. Ecco cosa mi ha insegnato Loveandpizza.it, senza un ordine particolare, se non quello in cui l’ho imparato.

A café table overlooking the bay of Napoli with Vesuvio in the background
È proprio qui che sono nate molte di queste riflessioni. (Foto dall’archivio personale – Borgo Marinari, Napoli)

La trama è al servizio della storia, non il contrario

Una volta pensavo che la trama fosse lo scheletro a cui si aggrappava tutto il resto. Da allora ho capito che è molto più al servizio delle emozioni di quanto non ne sia la padrona.

Gli eventi di questo libro contano solo per quello che tolgono o regalano alle persone che li vivono. Se l’emozione funziona, i lettori perdonano parecchie imperfezioni nella trama. Se l’emozione non funziona, nessuna trama brillante riuscirà a salvarla.

Un personaggio nasce dalle contraddizioni, non dalla coerenza

Questa me l’ha insegnata direttamente Carolina.

È coraggiosa e spaventata nello stesso momento, generosa e pronta a proteggersi nel giro della stessa pagina. Una volta pensavo che un personaggio ben scritto dovesse essere coerente.

Ora penso che debba semplicemente essere riconoscibilmente umano. E gli esseri umani sono magnificamente incoerenti. La contraddizione è il personaggio.

Un luogo può avere lo stesso peso di una persona

The bay of Napoli with fishing boats and Vesuvio in the distance
Napoli, che fa quello che sa fare meglio: rifiutarsi di restare semplicemente sullo sfondo. (Foto dall’archivio personale)

Napoli non è uno sfondo in questo libro. Ha una presenza in ogni scena, influenza le decisioni, offre conforto e, ogni tanto, rende tutto più difficile.

Ho imparato che l’ambientazione può influenzare una storia con la stessa forza di qualsiasi personaggio, cambiando l’atmosfera, guidando le scelte e condizionando silenziosamente ciò che accade dopo, se le si lascia abbastanza spazio per farlo.

Fidarsi è la lezione più difficile, e l’ultima

Questa è la lezione che ha richiesto più tempo, ed è quella che sto ancora imparando.

Fidarmi del lettore abbastanza da lasciargli provare qualcosa senza dirgli cosa dovrebbe provare. Fidarmi del fatto che una storia, prima o poi, arriverà alla fine, anche durante gli anni in cui è rimasta incompiuta. Fidarmi abbastanza di me stessa da mandare nel mondo un libro molto personale, sapendo che verrà letto da persone che non incontrerò mai.

Non ho imparato niente di tutto questo perché avevo deciso di impararlo. L’ho imparato finendo il libro, che, credo, sia l’unico modo in cui certe cose si imparano davvero.

E ho un regalo per te, sì, proprio per te, che hai sempre sentito di avere un romanzo dentro! Ho creato questo Story Starter Interactive Planner, in inglese, con 30 spunti narrativi suddivisi in 5 categorie: lettere, luoghi, incontri, oggetti e ritorni. Se te la cavi con l’inglese, è tutto tuo! 💝 Poi torna qui e raccontami della fantastica storia che sei riuscita a tirare fuori dalla tua bellissima mente e a mettere sulla pagina (o sullo schermo! 😊).

Dani standing above a narrow Napoli street (vicolo) in the Quartieri Spagnoli, lined with balconies and washing lines
Affidare un libro molto personale a una città e, alla fine, ai lettori. Napoli, 2009. (Foto dall’archivio personale)

E il prossimo appuntamento della serie… la nuova copertina!!! 🤩 Non vedevo l’ora di mostrarti finalmente il nuovo volto di Loveandpizza.it.

Ora tocca a te: se hai mai portato a termine qualcosa che non eri sicura di riuscire a finire, cosa ti ha insegnato che non ti aspettavi di imparare? 👇

Dani. x

Nuova nel mondo di Loveandpizza.it? Inizia da qui: https://danielapescuma.com/loveandpizza/

P.S. Loveandpizza.it sta tornando in  inglese, italiano e portoghese. Salva la tua fetta e sarai tra le prime persone a sapere quando la tua edizione sarà pronta. 🍕

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