Dieci minuti con Luca
(Giorno 13 di 31, briciole di storia dal mondo di Loveandpizza.it 🍕)
Questo articolo è stato pubblicato originariamente all’inizio del mio viaggio di 31 giorni nel mondo di Loveandpizza.it. Ora puoi esplorare qui la serie completa in italiano, una briciola di storia alla volta. 🍕
Bene. Luca.
Da dove comincio con Luca? L’hai conosciuto brevemente qui. È quello che entra in una stanza come se fosse sua e, a essere sinceri, in un certo senso lo è. La barca, la villa, il cognome che apre qualsiasi porta a Napoli e un sorriso a cui, molto semplicemente, nessuno ha mai detto “no”. È affascinante. È generoso. Ed è assolutamente convinto che qualsiasi cosa abbia deciso sia la scelta giusta, per lui e per tutti quelli “abbastanza fortunati da stargli vicino”.
Ha accettato questa intervista in un attimo. Naturalmente. Luca non ha mai pensato, nemmeno per un secondo, che una stanza potesse non essere felicissima di averlo al suo interno. Lascio parlare lui… poi mi dirai che impressione ti fa.
Io: Per chi ancora non ti conosce, che lavoro fai?
Luca: [sorriso disinvolto] Azienda di famiglia. Alighieri, conoscerai il nome. Traghetti, crociere, in tutta Europa, e ci stiamo espandendo, anche se il Golfo resterà sempre il nostro fiore all’occhiello: Capri, Ischia, Sorrento, Amalfi. Mio padre ha costruito tutto questo; un giorno sarò io a gestirlo. Per ora sono il Responsabile della Comunicazione, che in pratica significa che sono quello che tutti sono contenti di vedere. [alza le spalle] È un dono.

Io: E insieme all’azienda arrivano anche la villa a Posillipo, la casa a Capri, la barca…
Luca: Esatto. Perché fingere il contrario? Mi piacciono le cose belle e mi piace condividerle. La vita è migliore con qualcosa di fresco da bere in mano, sul ponte di una barca in una giornata calda, no? Sono semplicemente abbastanza fortunato da essere quello a cui appartiene il ponte.
Io: Ti stanno preparando a prendere il posto di tuo padre, un giorno. Non è poco.
Luca: [il primo momento davvero serio] Per niente. Mio padre decide tutto, da sempre. L’azienda, la casa, chi si siede dove a tavola. [un sorriso ironico] Impari a essere un uomo guardando tuo padre, no? E nella mia famiglia un uomo si occupa delle cose. Provvede. Prende in mano la situazione. Non se ne sta lì a chiedere a tutti come si sentono al riguardo. [allarga le mani] Ed eccomi qui.
Io: Quindi. C’è una certa insegnante d’inglese…
Luca: [si illumina immediatamente] Ah… l’insegnante. Carolina. [scuote la testa con affetto] Che cosa posso dirti? È magnifica. Bellissima, brillante, divertente, discute con me su qualsiasi cosa. Nessuno discute con me. È la cosa più interessante che mi sia capitata da anni.
Io: Mi sembri piuttosto preso.
Luca: Completamente. E ho intenzione di prendermi davvero cura di lei. È arrivata qui senza niente, senza conoscere nessuno. Io posso darle tutto. La bella vita, gli ambienti giusti, niente di cui preoccuparsi mai più. Finché è la mia ragazza.
Io: E Lisa, la migliore amica di Carolina? A questo punto vi conoscerete ormai.
Luca: [una pausa, vago] Lisa… [la pausa si allunga] La piccolina? Sì, sì, è spesso lì. Sempre presente, vero? [fa un gesto con la mano, disinvolto] Abbastanza simpatica. Non proprio il mio giro. [sta già guardando il telefono] Comunque… dove eravamo rimasti?
Io: Qualcuno ti dice mai davvero di no, Luca?
Luca: [ride, divertito] No! Mai. [poi, più piano] Tranne lei. Lei mi dice di no continuamente. Mi dice che sono viziato, che non ascolto, che non posso comprare una soluzione a qualsiasi problema. [sorride] Ho deciso che la cosa mi piace moltissimo. È completamente nuova per me.
Io: Ho sentito che ha scelto di trasferirsi ai Quartieri Spagnoli. Che cosa ne hai pensato?
Luca: [il sorriso si raffredda appena] Follia. Quei vicoli? La mia Carolina? Gliel’ho detto chiaramente. Mi ha ascoltato? [una risata breve, con un’altra sfumatura] Lei non ascolta mai. Ma cambierà idea. Alla fine cambiano sempre idea.
Io: E se non lo facesse? Se volesse semplicemente che qualcuno glielo chiedesse?
Luca: [genuinamente perplesso] Chiederle cosa? Io so cosa è meglio per lei. È questo che significa prendersi cura di qualcuno. Organizzo il weekend, prenoto il ristorante, scelgo la villa, così per lei è tutto facile. [una pausa, più freddo] Lei lo chiama “decidere tutto al posto suo”. Io lo chiamo amarla come si deve. Non vedo la differenza. E, francamente, non dovrebbe vederla nemmeno lei.
Io: Ultima domanda. La cosa più romantica che tu abbia mai fatto?
Luca: [compiaciuto] Una volta ho portato una donna a Monaco per cena. In elicottero. Ha pianto. [soddisfatto] Questo è romanticismo, non credi? Far vedere a qualcuno quanto sei capace di dargli.
Io: E il gesto romantico più piccolo? Qualcosa di minuscolo?
Luca: [genuinamente spiazzato, poi si riprende con naturalezza] …Per quale motivo dovresti fare qualcosa di piccolo, quando potresti fare qualcosa di straordinario?

Ed eccolo qui… tutto Luca racchiuso in una sola risposta. Generoso e possessivo, affascinante e irremovibile, assolutamente certo che l’elicottero, la villa, il grande gesto su cui non si può discutere siano amore, e del tutto incapace di immaginare che qualcuno possa preferire qualcosa di piccolo, autentico e richiesto. Dagli ragione e non troverai uomo più caloroso a Napoli. Contraddicilo e il sorriso si raffredda di un grado, e all’improvviso ti rendi conto che quel “la mia ragazza” non era mai stato davvero una domanda.
È il grande amore o il bellissimo errore? 🫣 Non dirò assolutamente nulla. È praticamente l’intero libro.
Ma ti faccio la stessa domanda che continuavo a fare a lui: conosci un Luca? Quello affascinante, quello generoso, quello assolutamente convinto di sapere già cosa sia meglio per te? 👇 (Sii sincera.)
Dani. x
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